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Il Palazzetto dello Sport di Roma di Pier Luigi Nervi: tra la Dolce Vita e le Olimpiadi

Il Palazzetto dello Sport di Roma di Pier Luigi Nervi: tra la Dolce Vita e le Olimpiadi
02/02/2018 coro-usr

Il Palazzetto dello Sport: una delle strutture più incredibili del genio visionario di Pier Luigi Nervi. E che ci ha ispirato nella creazione degli orecchini Nervi, disponibili in argento con delle magnifiche pietre avventurine, simbolo di armonia.

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Il Palazzetto dello Sport: un’opera visionaria e geniale nel quartiere Flaminio

Il Pantheon, San Pietro, Sant’Andrea della Valle: centinaia sono le cupole che rendono la skyline di Roma unica al mondo. Ma ce n’è una in particolare, lasciata in stato d’abbandono nel quartiere Flaminio tra i ben più osannati esempi del MAXXI di Zaha Hadid e dell’Auditorium di Renzo Piano, che venne definita un Pantheon schiacciato da Bruno Zevi (non a caso, poichè il diametro interno dell’edificio è 45m, esattamente quella della cupola romana per eccellenza) : il Palazzetto dello Sport, progettato dall’architetto Annibale Vitellozzi che si è avvalso di Pier Luigi Nervi per realizzarne l’ambiziosa struttura. Un’opera visionaria e geniale, che ha ispirato la progettazione dell’architettura dei dome, contribuendo di certo alla sua diffusione nel mondo. E, nel nostro piccolo, ha ispirato gli orecchini Nervi.

Il nostro modo particolare per riportare l’attenzione su capolavori tristemente semi-abbandonati.

Pier Luigi Nervi: The Wizard Of Cement (Holidays, 1960)

 

Tra la celebrazione dello sport con i Giochi della XVII Olimpiade e il trionfo del glamour della Dolce Vita felliniana, tra la pruderie cattolico borghese e un prorompente inizio della liberazione sessuale, verso l’inizio degli anni ‘60 la nostra Roma vive sospesa in una contraddizione continua. Anche il Palazzetto dello Sport di Annibale Vitellozzi e di Pier Luigi Nervi si trova in questo limbo, se ci si pensa bene, perché è un progetto in profonda oscillazione tra uno studio formale, rigoroso, logico e una ricerca estetica sui generis che riesce a rispettare le richieste dei committenti ottimizzandone al contempo la realizzazione in termini di tempistiche e costi.

Si tratta di una struttura progettata e costruita alla fine degli anni 50 come prototipo per un palazzo dello sport di media grandezza e di tipo economico da proporre identica in più città. Ed è proprio questo tema – ‘Pier Luigi Nervi e le Architetture per lo Sport’ – che è stato approfondito attraverso 100 fotografie esposte al MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo, in una retrospettiva curata da Micaela Antonucci con Annalisa Trentin e Tommaso Trombetta risalente al 2016.

Il Sistema Nervi: un nuovo modo di fare architettura

Applicazione prima del Sistema Nervi’ – un insieme originale di tecniche e applicazioni di materiali innovativi, come il “ferrocemento” e la prefabbricazione strutturale, che ridefinisce un nuovo modo economico, rapido e scalabile di costruire –, la struttura del Palazzetto dello Sport forse più di tutte quelle costruite in occasione delle Olimpiadi di Roma ‘60 contribuisce alla rottura dei paradigmi formali del razionalismo. Come simbolo della rinascita di una zona lasciata pressoché a sé stessa ed esempio di sperimentazione continua propria di un ingegnere sensibile alla sintesi fra invenzione statica e spaziale, questa opera ha rimesso in discussione i metodi di costruzione delle grandi strutture.  Un nuovo modo di fare architettura, insomma.

Alla scoperta della cupola del Palazzetto dello Sport del quartiere Flaminio

Ricorda vagamente la copertura a guscio del Mercato di Algeciras (1933) di Eduardo Torroja, questa elegante cupola di calcestruzzo. Ma anche un’ ‘enorme medusa’ – a citare di nuovo il critico Bruno Zevi – per effetto del suo guscio ondulato costituito da 1620 elementi a losanga prefabbricati in ferro cemento e da 36 ‘tentacoli’ a forma di Y disposti lungo il perimetro dell’impianto a una distanza angolare di 10 gradi e lineare di 6,30 metri l’uno dall’altro.

Un ibrido strutturale dalla prorompente forza figurativa, plastica e dinamica in cui ‘il limite non è più tra spazio esterno e spazio interno, ma tra luce esterna e luce interna’ – citando Argan (1955:31-32). Quello che più ci ha colpito – e ci colpisce tuttora – è il contrasto tra la calotta perfettamente liscia all’esterno e il ricamo di nervature romboidali all’interno, che crea delle suggestioni visive indimenticabili. Il tutto converge a rendere questi spazi caratterizzati dalla più piena teatralità che ben si è prestata per fare da sfondo a un film documentario dedicato alle Olimpiadi di Roma del 1960. ‘La Grande Olimpiade’ è un film che ha anche ottenuto una nomination all’Oscar nella categoria miglior documentario nel 1962.

Il Palazzetto dello Sport: una delle opere più incredibili del genio visionario di Pier Luigi Nervi. E che ci ha ispirato nella creazione degli orecchini Nervi, disponibili in argento con delle magnifiche pietre avventurine, simbolo di armonia.

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Camilla Colavolpe

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